(E poi basta)

Oggi l’augurio che faccio a noi tutti è di imparare a pretendere che l’informazione sia il più possibile neutra ed accurata e di non farci tentare da facili strumentalizzazioni. Sono convinta che le forzature – anche quelle in buona fede – portino inevitabilmente ad una polarizzazione sempre più marcata ed in ultima analisi allo scontro, non all’incontro.

A chi non crede che la radice di questa atmosfera orrenda sia (anche) l’esasperazione dico che per me invece molto si nasconde proprio lì.

Io quando vedo che cosa è diventata l’informazione sono francamente esasperata. Frustrazione, fastidio, confusione e violenza mettono radici sì nell’ignoranza, sì nell’indigenza, ma anche (in maniera più subdola ed imprevedibile) nell’impossibilità di trovare una fonte di informazione obiettiva, un interlocutore libero da preconcetti, un rappresentante capace di argomentare con contenuti e non con vuoti slogan, di proporre soluzioni e non solo di avanzare critiche, fomentando le masse.

Come possiamo essere costruttivi se non siamo capaci di liberarci dai nostri pregiudizi (che non hanno un solo colore)? Se siamo servi delle nostre convinzioni e non proviamo mai a metterci nei panni altrui? Se siamo capaci solo di giudicare e mai di fare autocritica? E ancora, come si può pretendere di argomentare e di fare passi avanti sulla base di supposizioni, di illazioni?

Ed infine la domanda più importante: “cui prodest”? Sicuramente non ai più deboli, che comunque vada pagano, a prescindere dal colore della loro pelle o dalla loro provenienza.

Ora giuro che torno a scrivere di cose belle e a disegnare faccine, perché ogni volta che mi fermo a riflettere su queste cose mi sento terribilmente inadeguata e ho la chiara percezione del mio essere solo una minuscola pedina su un’immensa scacchiera, di cui non credo potrò mai scorgere l’orizzonte.

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5 thoughts on “(E poi basta)

  1. ognuno tira l’acquan al suo mulino, quindi il più violento toglie l’acqua al più debole.
    Capisco la tua reazione ma chiudendosi nel proprio bunker e non cercando di trovare linformazione non taroccata credo che le bufale imperverserano a più non posso.

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  2. Sono d’accordo con te. Ormai l’informazione non è informazione ma un semplice modo per cercare di manipolare le opinioni della massa… e ci riescono benissimo! Ogni giorno tirano fuori un argomento (immigrazione, vaccini, grandi opere, lavoro etc etc…) per cercare di dividere l’opinione della gente. Tutti battagliano su questo e su quello convinti di fare la differenza, sentendosi importanti, ma non si accorgono che lo scopo è proprio quello di creare dissidi e discussioni. Un popolo diviso da mere opinioni è un popolo che perde di vista il buon senso e la realtà. Non è infatti tutto o bianco o nero, ogni argomentazione ha molte sfumature, tutte degne di approfondimento e riflessione, alla ricerca di ciò che è realmente più giusto.
    Questa era la tecnica di guerra degli antichi romani, Dividi et Impera, ed ancora funziona.
    Quello che mi consola è che, se pur tutto questo c’è ormai da decenni, ora in molti si stanno rendendo conto che l’informazione non è neutra e questo è già qualcosa.Speriamo che presto in molti si rendano anche conto che è ridicolo litigare o anche semplicemente discutere in modo tanto superficiale su tematiche così importanti e difficili.
    Buona serata.

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  3. Pingback: Su(lla) Verità e certe sue conseguenze | Suprasaturalanx

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